Nel 2008 la Commissione europea ha lanciato il “Patto dei Sindaci” per avallare e sostenere gli sforzi compiuti dalle Amministrazioni locali nell’attuazione delle politiche nel campo dell’energia sostenibile.

Il Patto dei Sindaci è un esclusivo movimento “dal basso” che riesce con successo a mobilitare un gran numero di autorità locali e regionali, spronandole a elaborare i cosiddetti Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) e a orientare i propri investimenti verso misure di mitigazione dei cambiamenti climatici.

I firmatari del Patto hanno l’obbiettivo di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030 e di adottare un approccio integrato per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Per conseguire tale obbiettivo le Amministrazioni locali devono:

  • Preparare un Inventario di Base delle Emissioni (IBE) entro l’anno successivo alla data di adesione
  • Effettuare una Valutazione di Rischio e Vulnerabilità (VRV) indotti dal cambiamento climatico
  • Presentare un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), approvato dal Consiglio comunale, entro l’anno successivo alla data di adesione
  • Pubblicare periodicamente – ogni 2 anni dall’invio del PAESC – i Rapporti di attuazione indicanti lo stato di attuazione del piano d’azione e i risultati intermedi
  • Promuovere le attività e coinvolgere i cittadini/gli attori interessati, tra cui l’organizzazione delle Giornate locali per l’energia
  • Diffondere il messaggio del Patto dei Sindaci, in particolare esortando gli altri enti locali ad aderire e a offrire il loro contributo ai principali eventi e workshop tematici.

Spesso gli impianti di illuminazione pubblica sono stati realizzati diversi anni fa sotto la spinta di necessità contingenti o di occasionali disponibilità economiche da parte dell’Amministrazione locale, più volte trascurando le tecniche emergenti sull’efficienza energetica dei nuovi dispositivi di illuminazione, e quindi non sempre l’impianto è stato realizzato mediante le più moderne procedure progettuali e tenendo correttamente conto della complessità ed articolazione del territorio urbanizzato.

Da qui l’esigenza di un nuovo strumento di pianificazione urbana come il Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale o PRIC, in grado di integrarsi con il Piano Regolatore Generale con l’obiettivo di armonizzare l’illuminazione pubblica rispetto allo sviluppo e alle trasformazioni del tessuto urbano, in un’ottica generale di una pianificazione organica, e quindi volto ad un processo di ottimizzazione degli ammodernamenti impiantistici evitando interventi frazionati, parziali o episodici con diseconomie e conseguenti sprechi di risorse pubbliche.

Il PRIC consente quindi alle Amministrazioni di censire tutti gli elementi dell’impianto di illuminazione comunale, pianificare in maniera organica lo sviluppo della rete di illuminazione rispetto alle scelte urbanistiche, programmare gli interventi di riqualificazione secondo un ordine di priorità definito ed identificare le risorse economiche necessarie.