I Certificati Bianchi, anche noti come “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE), sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.

Il sistema dei Certificati Bianchi è stato introdotto in Italia dai decreti 20 luglio 2004. L’accesso a tale sistema incentivante è articolato su due diversi metodi di valutazione:

  • il metodo standardizzato
  • il metodo a consuntivo

Il metodo di valutazione standardizzato quantifica il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto standardizzato (PS) ed è rendicontato sulla base di un algoritmo di calcolo e della misura diretta di un idoneo campione rappresentativo dei parametri di funzionamento che caratterizzano il progetto sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post. Ai fini dell’accesso al meccanismo, il PS deve aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 5 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.

Il metodo di valutazione a consuntivo quantifica il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto a consuntivo (PC) tramite una misurazione puntuale delle grandezze caratteristiche, sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post. Ai fini dell’accesso al meccanismo, i PC devono aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 10 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.

Il Conto Termico 2.0, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, che incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alla PA.

Di seguito si riportano gli interventi incentivabili:
1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (riservati solo alla PA)

  • Efficientamento dell’involucro
  • Coibentazione pareti e coperture
  • Sostituzione serramenti
  • Installazione schermature solari
  • Trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”
  • Illuminazione d’interni
  • Tecnologie di building automation
  • Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione

2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza

  • Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
    • pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria
    • caldaie, stufe e termocamini a biomassa
    • sistemi ibridi a pompe di calore
  • Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo

L’ultima Legge Finanziaria ha stabilito la possibilità di usufruire delle Detrazioni Fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ripartita in 10 anni su una spesa massima di 100.000€.

I soggetti che possono richiede la detrazione fiscale del 65% sono tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

Gli interventi per i quali è possibile richiedere le Detrazioni Fiscali sono:

  • Riqualificazione Globale dell’Edificio
  • Coibentazione pareti e coperture
  • Sostituzione di serramenti e infissi
  • Installazione di schermature solari
  • Installazione di pannelli solari termici
  • Sostituzione vecchio generatore con caldaie a condensazione
  • Sostituzione vecchio generatore con caldaie a biomassa
  • Sostituzione vecchio generatore con pompa di calore

Il Decreto 23 giugno 2016 ha stabilito gli incentivi alla produzione di energia elettrica per gli impianti FER (Impianti a Fonti Energetiche Rinnovabili) diverse dal fotovoltaico.

Gli incentivi possono essere richiesti per impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, oggetto di interventi di potenziamento o di rifacimento.
Gli impianti FER che possono essere incentivati sono i seguenti:

  • Impianti Eolici
  • Impianti Idroelettrici
  • Impianti Geotermici
  • Impianti alimentati da Gas di Discarica o da Gas Residuali dai processi di depurazione
  • Impianti a Biogas
  • Impianti alimentati con Biomasse
  • Impianti alimentati da Bioliquidi sostenibili
  • Impianti Solari Termodinamici

Per richiedere gli incentivi sono previste tre differenti modalità, a seconda della tipologia di fonte e della potenza dell’impianto: accesso diretto, iscrizione al Registro o al Registro per interventi di rifacimento, partecipazione a Procedure d’Asta al ribasso sulla tariffa incentivante.

Le Accise sono definite dal TUA (Testo Unico delle Accise) come imposizioni indiretta sulla produzione o sul consumo di prodotti energetici e dell’energia elettrica.

Nei casi di seguito descritti è possibile richiedere il Recupero delle Accise versate o l’Esenzione delle stesse:

  • Defiscalizzazione gasolio per mezzi d’opera: è possibile richiedere il rimborso delle accise sul gasolio utilizzato dalle macchine operatrici fisse e/o semoventi
  • Defiscalizzazione gasolio per gruppi elettrogeni: è possibile richiedere il rimborso delle accise sul gasolio utilizzato dai gruppi elettrogeni per la generazione di energia elettrica
  • Defiscalizzazione gasolio per autotrasporto (Carbon Tax): è possibile richiedere il rimborso delle accise sul gasolio utilizzato pe il trasporto merci
  • Esenzione accise prodotti energetici: per alcuni processi produttivi è possibile richiedere l’esenzione dal pagamento delle accise sull’energia elettrica e sui prodotti energetici come gasolio, metano, gas naturale, GPL e olio BTZ, utilizzati per la produzione.

I processi produttivi per i quali è possibile richiedere l’esenzione sono:

  1. riduzione chimica
  2. processi elettrolitici
  3. processi metallurgici
  4. processi mineralogici.

Le Aziende Energivore possono ottenere una riduzione degli oneri generali di sistema relativi alla fornitura di energia elettrica (componente Asos).

Il DM 21 Dicembre 2017 ha stabilito che a decorrere dal 01 gennaio 2018, accedono alle agevolazioni del presente decreto le imprese che hanno un consumo medio di energia elettrica, calcolato nel periodo di riferimento, pari ad almeno 1 GWh/anno e che rispettano uno dei seguenti requisiti:

  1. operano nei settori dell’Allegato 3 alle Linee guida CE;
  2. operano nei settori dell’Allegato 5 alla Linee guida CE e sono caratterizzate da un indice di intensità elettrica positivo determinato, sul periodo di riferimento, in relazione al VAL (Valore Aggiunto Lordo), non inferiore al 20%;
  3. non rientrano fra quelle di cui ai punti a) e b), ma sono ricomprese negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia redatti, per gli anni 2013 o 2014, dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) in attuazione dell’articolo 39 del decreto legge n. 83/2012.

L’intensità della riduzione degli oneri dipende dai seguenti fattori:

  • settore in cui opera l’Impresa;
  • valore del VAL nel periodo di riferimento;
  • intensità elettrica su fatturato nel periodo di riferimento.

Le Aziende Gasivore possono ottenere una riduzione degli oneri generali di sistema relativi alla fornitura di gas (componenti RET e RE).

Il DM 02 Marzo 2018 ha stabilito che possono essere considerate Aziende Gasivore, le imprese che hanno un consumo medio di gas naturale, calcolato nel periodo di riferimento, pari ad almeno 1 GWh/anno, ovvero 94.582 Smc/anno, e che rispettano uno dei seguenti requisiti:

  1. operano nei settori dell’Allegato 3 alle Linee guida CE;
  2. operano nei settori dell’Allegato 5 alla Linee guida CE e sono caratterizzate da un indice di intensità gasivora positivo determinato, sul periodo di riferimento, in relazione al VAL (Valore Aggiunto Lordo), non inferiore al 20%;

L’intensità della riduzione degli oneri sarà definita con successivo Decreto Ministeriale e dipenderà dai seguenti fattori:

  • settore in cui opera l’Impresa;
  • valore del VAL nel periodo di riferimento;
  • intensità gasivora su fatturato nel periodo di riferimento.

A partire dal 01 Luglio 2018 le aziende che hanno consumo di gas superiore a 1.000.000 Smc/anno e che utilizzano il gas naturale totalmente, o per almeno l’80%, come materia prima per uso non combustibile sono esonerate dal pagamento delle componenti tariffarie RET e RE.

Per rendere più efficiente un’organizzazione, oltre ad individuare gli interventi di efficientamento energetico da realizzare, è importante anche ricercare le fonti di finanziamento a condizioni migliori rispetto a quelle di mercato.

Una delle possibilità è quella di partecipare a Bandi Nazionali e Regionali sfruttando gli strumenti agevolativi pubblici che le autorità preposte mettono a disposizione delle imprese in un’ottica di sviluppo territoriale e di miglioramento della competitività dell’intero sistema economico.

Le autorità pubbliche forniscono risorse finanziarie per l’impresa, generalmente a condizioni più favorevoli rispetto al mercato, in quanto destinate a favorire o sviluppare determinati settori ritenuti prioritari. Si tratta di una tipologia di finanza che può essere definita “integrativa”, in quanto non si sostituisce al normale ricorso al credito (specie quello bancario) ma lo integra e spesso ne agevola l’accesso grazie al sostenimento di parte dell’investimento.

I Bandi Nazionali e Regionali solitamente mettono a disposizione delle aziende che investono in innovazione, dei finanziamenti a tasso agevolato (ad esempio il tipico “tasso zero”) o dei finanziamenti a fondo perduto.

La Legge di Bilancio 2019 ha previsto la proroga per il 2019 dell’iper ammortamento, ovvero della misura agevolativa che consentono ai titolari di reddito d’impresa di supervalutare il costo di acquisizione di beni strumentali nuovi ammortizzabili e deducibili dal reddito di impresa.

La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica con diverse aliquote a seconda del valore dell’investimento:

  • 170 % per investimenti fino a 2,5 milioni di €;
  • 100 % per investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di €;
  • 50 % per investimenti compresi tra 10 e 20 milioni di €;
  • 0 % sulla parte di investimento eccedente il limite di 20 €.

Gli investimenti che possono godere dell’iper ammortamento sono quelli riportati nell’Allegato A alla Legge di Bilancio 2017, ovvero i seguenti beni materiali:

  • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»

Nell’Allegato B alla Legge di Bilancio 2017 è invece riportato l’elenco dei beni immateriali che possono godere del super ammortamento solo se contestualmente si usufruisce dell’iper ammortamento per l’acquisto di un bene materiale.

L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati nel corso del 2019, con la possibilità di completare l’investimento entro il 31 dicembre 2020 se entro il 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per gli investimenti superiori a 500.000 € per singolo bene è necessaria una perizia tecnica giurata da parte di un perito o ingegnere iscritti nei rispettivi albi professionali attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’Allegato A o all’Allegato B della legge di Bilancio 2017.

L’accesso alle agevolazioni è in maniera automatica in fase di redazione di bilancio e tramite autocertificazione.